Dal 2007 Netdipendenza Onlus si occupa di prevenzione TecnSstress e videodipendenze. Promuoviamo eventi e iniziative per prevenire le tecnopatologie e favorire il benessere, attraverso attività olistiche e sportive.  Oggi milioni di persone comunicano attraverso milioni di schermi e cresce il rischio dele dipendenze digitali. Entro il 2018 ci saranno  nel mondo più connessioni che persone. Vivremo a stretto contatto con tablet e videocellulari. Con quali conseguenze sulla salute e il nostro equilibrio mentale

Nelle videodipendenze la "sostanza" tossica si chiama "informazione". Il sovraccarico informativo (information overload) può quindi causare il tecnostress e diversi disurtbi alla salute, alterando anche l'equilibrio psico.fisico.  Il nostro futuro dipende da come useremo le nuove tecnologie: saranno strumenti di progesso o macchine del malessere?

Netdipendenza Onlus vuole quindi sensibilizzare le coscienze verso un uso positivo degli schermi. Per evitare la deriva psicologica bisogna mettere al centro l'individuo nella sua unità di corpo-mente-anima. E bisogna intervenire con un'adeguata formazione sopratutto nelle aziende, dove il rischio delle tecnopatologie è maggiore. Il Testo Unico 81/2008 ha reso obbligatorio per le imprese la valutazione dello stress lavoro correlato. Netidpendenza Onlus è divenatata quindi Centro di Formazione AIFOS (Associazione Nazionale Formatori Sicurezza sul Lavoro) ed è la prima organizzazione italiana impegnata nella formazione per la prevenzione del, tecnostress. 

ATTIVITA' E PROGETTI

2007 
Pubblicazione del libro "TecnoStress in azienda", primo corso di formazione, un concerto. Netdipendenza Onlus nasce a marzo 2007. Il primo evento per la prevenzione delle videodipendenze è un concerto di percussioni africane a Macerata, in collaborazione con il Comume. Lo spettacolo "Mambaye" diventa così l'occasione per invitare il pubblico a spegnere i cellualri e ballare al ritmo dei tamburi, favorendo lo scorrere della vitalità nel corpo grazie al movimento e recuperando gli istinti "tribali" che la la troppa tencologia ha spento nell'uomo moderno. 
A Novenmbre viene pubblicato il libro "Tecnostress in azienda", con la prima ricerca sul nuovo rischio professionale. Il progetto viene realizzato in collaborazione con ASSEPRIM (associazione Servizi Professionali alel Imprese) e Wireless. Alla presentazione partecipano manager ICT e di importanti aziende di software, tra cui Fabio Falzea, ex direttore della Divisione Mobile di Microsoft. I principali mass media media nazionali citano le ricerche contenute nel nuovo libro (vedi rassegna stampa), come ad esempio questo articolo uscito sul quotidiano La Repubblica
La ricerca è stata effettuata al Roma Caput Media. Abbiamo distribuito un questionario agli operatori Ict e di comunicazione mobile. e in tanti sono stati intervistati di persona. Il tema era “Il Tecnostress nella Mobil Work Life Management”. l totale degli intervistati è di 224 operatori. Così suddivisi: 233 uomini e 21 donne. L’età media è compresa tra i 30 e i 45 anni. 
Il primo dato rilevante che salta fuori è che la maggior parte degli operatori intervistati trascorre con lo schermo, ogni giorno, fino a 9-12 ore. C’è anche chi arriva a punte di 16-18 ore, come il caso di due operatori (età 22 e 25 anni) che svolgono, tra le altre cose, un lavoro di programmazione e dunque vivono con il computer e lo smartphone sempre a portata di  mano. 
In assoluto il computer e il cellulare multifunzione sono gli oggetti più utilizzati, ultimo la tv (in media vista 1-2 ore al giorno). Molto usata anche la posta elettronica: da postazione fissa e mobile. La maggior parte usa l’email da 1 a 5 ore ore (142 risposte), ma una buona percentuale dichiara di usarla anche oltre le 6 ore (79 risposte). Spesso l’uso del computer e della posta elettronica è percepito come due mezzi diversi, mentre in realtà si usa un unico apparecchio, il personal computer. Per cui c’è chi ha risposto che usa 9 ore il computer e 3 ore la posta elettronica. Per molti operatori intervistati l’email è fonte di tecnostress: spesso sono troppe, bisogna leggerne la maggior parte, e bisogna rispondere. Ciò può portare via tempo e si ingenera la sensazione di “perdere tempo” o di “deviare” dagli impegni principali stabiliti in precedenza. 
Molti operatori della comunicazione mobile rivelano di preferire la web-tv on demand, cioè piccoli programmi su temi specifici, oppure brevi format aziendali che descrivono prodotti, ricerche, trend. Il loro modello di riferimento è You Tube, il sito americano su cui utenti privati, aziende, enti pubblici scaricano i loro video e progetti multimediali. Sono convinti che la nuova frontiera televisiva sia su internet, per cui guardano poco la tv tradizionale. Molti intervistati, alla domanda quanto tempo dedica ad altra tecnologia (ad esempio la tv) rispondevano: «E chi ha il tempo per guardare la televisone!». Oppure: «A volte la sera, se non sono stremato dalla giornata di lavoro, la guardo per un’oretta».
Abbiamo chiesto infine: “Ritiene che il TecnoStress sia un problema diffuso oggi in azienda?” e la maggior parte ha risposto di sì (122 risposte). Ma il dato più interessante è la percezione del problema rispetto al futuro”. Alla domanda “Le tecnologie video e mobili sono in notevole aumento in ambiente di lavoro. Ritiene che il Tecnostress sarà un problema sempre più diffuso?”, 183 operatori hanno risposto di sì. Cioè la maggior parte degli intervistati.












2008
Nuove ricerche sul Tecnostress, formazione, evento NOtecnostress Day's. Viene pubblicata la nuva ricerca "Le professioni più tecnostressanti". Dopo lo studio pubblicato a novembre 2007 in cui avevamo evidenziato il diffuso livello di tecnostress tra gli operatori Ict (information and communication technology), abbiamo esteso la ricerca ad altre professioni ad alto impatto hi-tech. Siamo partiti dal fatto che molti operatori intervistati dichiaravano di soffrire di ipertensione, uno dei principali fattori a rischio per il cuore. Abbiamo dunque individuato le attività in cui l’informazione e l’uso delle nuove tecnologie è parte integrante del ciclo lavorativo. Stavolta, però, chiedendo quale fosse l’attività più “rigenerante”, cioè in grado di scaricare le tensioni accumulate a causa del tecnostress. Abbiamo indicato due opzioni: 1) attività fisica 2) attività olistica.
La nuova ricerca è stata condotta su un campione di 200 operatori impiegati nelle 10 professioni ad alto tasso tecnostress (20 interviste per 10 categorie). Infine, abbiamo chiesto ai migliori cardiologi italiani se il tecnostress fa male al cuore. Ne è emerso un quadro allarmante. Molti tra gli intervistati hanno manifestato la preoccupazione di poter subire un esaurimento nervoso o problemi cardiocircolatori (a causa dell’eccessivo stress collegato ai ritmi di lavoro da “cardiopalmo”).
Le professioni prese in considerazione sono le seguenti: operatori Ict, giornalisti, analisti finanziari, informatici, top manager, ip manager, sviluppatori web, pubblicitari, analisti contabili, operatori call center. Abbiamo dunque chiesto in media quante ore trascorrono con il pc e il telefonino di nuova generazione (che consente di effettuare un numero considerevole di operazioni). Poi abbiamo chiesto di dare un punteggio in merito a tre fattori che causano il tecnostress:  1) gestione troppe informazioni  2) uso eccessivo degli apparecchi  3 fretta di esecuzione operazioni.
Il fattore principale che abbiamo preso in considerazione è comunque il tempo trascorso con computer e smartphone. Questo perchè il punteggio fornito è un parametro di opinione, non tanto un elemento a rischio. In altre parole, se ritengo ad esempio che la “fretta di esecuzione delle operazioni” sia un notevole fattore di rischio, ma poi in realtà trascorro un numero di ore accettabile con i videoschermi, non sono necessariamente esposto al rischio tecnostress.
La ricerca sulle professioni tecnostressanti ha messo in risalto un principale dato: la maggior parte degli intervistati (soprattutto le prime 6 professioni) trascorre con i videoterminali dalle 9 alle 12,5 ore al giorno. 
Al primo posto troviamo la categoria degli operatori Ict (information and communication technology), tra le categorie più esposte al tecnostress. La maggior di loro “vive” con la tecnologia digitale. La utilizza tantissimo, gestisce un gran numero di informazioni e spesso lo fa a ritmo veloce. «L’essere sempre connessi in realtà sta diventando un problema diffuso e lo stress provocato dal dover rispondere in tempo reale sta aumentando, insieme all’ansia di controllare se è arrivata una nuova mail o rispondere al telefono. Nel nostro settore, l’Ict, in effetti i ritmi sono incalzanti ed anche il numero delle ore che trascorriamo con la tecnologia dell’informazione è elevato»,  spiega Gianluigi Ferri di Wireless. 
Al secondo posto i giornalisti. Abbiamo preso in considerazione soprattutto i giornalisti web e quelli che lavorano in agenzie d’informazione (scrivere per un settimanale, infatti, significa trascorrere parecchie ore con pc e smarthpone, ma il ritmo in molti casi è più accettabile). Anche in questo caso è emerso un grande fattore di rischio: sono tante le ore trascorse alla ricerca di notizie e informazioni su Internet, telefonate di lavoro, elaborazione di articoli e visione di documenti. In media i giornalisti possono trascorrere tra 10 e 12 ore al giorno con i videoterminali. Tra i fattori di rischio tecnostress segnalano principalmente la “gestione delle troppe informazioni” (punteggio massimo). 
Al terzo posto gli analisti finanziari. «Nel nostro lavoro ci sono operatori che alle sette del mattino sono già connessi a internet per controllare i l’andamento dei titoli azionari o cercare notizie all’interno dei bilanci aziendali - spiega Franco Biscaretti, segretario dell’Aiaf (Associazione italiana degli analisti finanziari) - e sono in tanti a trascorre fino a 10/11 ore al giorno, compreso l’uso del Blackberry che ormai è diventato uno strumento indispensabile in questo lavoro».

• Evento NoTecnostress Day's: nel 2008 nasce la prima edizione di "NoTecnostress Da'y, giornate senza tecnostress vissute all'insegna del beenssere. Iniziative in tutta Italia, in collaborazione con  associazioni olistiche. 

•  Raduno tecnostressati e vacanza olistica: presso l'agriturismo Borgo Paola (Roma nord) si tiene il primo raduno per tecnbostressati. Una giornata benessere, preceduta da un corso di formazione con il metodo "Exprimitive, dal gesto tecnologico al gesto tribale". I partecipanti, dopo aver spento i loro cellulari, trasformano le gestualità tipiche del lavoro digitale - ad esempio muovere le dite sulla tastiera - in gesti tribali, accompagnati dal ritmo dei tamburi africani. In conclusione, tutti partecipano a una danza rituale collettiva. L'evento si è chiuso con il concerto di musica meditativa di Oscar Bonelli, musicista polistrumentista. 









2009
Nuova ricerca "Tecnostress provoca il calo del desiderio"Lo studio di Netdipendenza Onlus è stato coordinato dalla psicologhe Giorgia Notari e Chiara Baietto e ha analizzato gli elementi in comune tra stress e tecnostress, individuando numerosi collegamenti: multitasking, sovraccarico informativo, tempi veloci, impegni eccessivi e “connessione continua” inducono ansia, stanchezza, irritabilità, disturbi del sonno e, in definitiva, favoriscono il calo del desiderio e i problemi relazionali nella coppia. Lo studio ha messo in risalto gli effetti del tecnostress sulla qualità della vita relazione e di coppia. E se il tecnostress altera la vita sentimentale significa che siamo più vulnerabili, più fragili, e ciò si ripercuote inevitabilmente nelle performance aziendali. 
Le coordinatrici dello studio:
• Giorgia Notari
Psicologa e Psicoterapeuta. Svolge attività clinica; si occupa di psicologia delle dipendenze, psicoterapia rivolta ad adulti e adolescenti, psicoterapia di coppia e di gruppo. Svolge, inoltre, attività di formazione in ambito socio-sanitario e scolastico rivolta a docenti, alunni e famiglie.
Organizza percorsi di gruppo per la gestione dello stress attraverso tecniche di rilassamento e percorsi per la disassuefazione da fumo. Da diversi anni realizza interventi di Psicologia Scolastica rivolti a insegnanti, alunni e genitori in un’ottica di promozione alla salute e prevenzione alla dispersione scolastica. È stata consulente presso l'UOC di Psicologia dell'Ospedale San Carlo Borromeo di Milano per valutazioni psicodiagnostiche del danno psicologico da mobbing e da infortuni sul lavoro. Ha collaborato con il Nucleo di Trattamento per i Disturbi d’Ansia della stessa Unità Operativa.Ha approfondito e applicato in differenti ambiti le conoscenze cliniche e teoriche del protocollo Mindfulness e di tecniche rilassamento psico-corporeo. E’ socia corrispondente AIM (Associazione Italiana Mindfulness).
Chiara Baietto
Psicologa e psicoterapeuta ad orientamento cognitivista. Nel periodo successivo alla laurea, conseguita con il massimo dei voti presso l’università Vita-Salute S. Raffaele, ha svolto, oltre all’attività clinica, attività di ricerca in ambito prevalentemente neuropsicologico.Attualmente svolge, in qualità di libero professionista, attività di counseling, psicodiagnosi e terapia per disturbi d'ansia, disturbi dell’umore, disturbi alimentari, insonnia, disfunzioni sessuali. È inoltre consulente presso l’ U.O.C. di Psicologia dell’ Ospedale San Carlo Borromeo, dove si occupa di valutazioni psicodiagnostiche in casi di mobbing; collabora con il Nucleo di Trattamento per i Disturbi d’Ansia della stessa unità Operativa, svolgendo attività clinica e occupandosi dello sviluppo di progetti relativi al trattamento del dolore, dell’insonnia e del Disturbo post traumatico da stress. Ha svolto inoltre un corso di specializzazione in Sessuologia clinica.

•  Evento NoTecnostress Day's: Netdipendenza Onlus organizza la 2° edizione di "NoTecnostress Das'y, giornate senza tecnostress vissute all'insegna del beenssere. Iniziative in tutta Italia, in collaborazione con  associazioni olistiche. 

Passeggiata sul Monte Soratte con cellulari spenti: evento benessere, per recuperare il rapporto con la natura e valorizzare la relazione sociale. Il gruppo di partecipanti, prima di iniziare la scalata del monte Soratte, ha sepnto i cellulari. Durante la salita brevi pause per chicchierare, conoscersi, sorridere. Alcuni sono affatticati, a causa della vita sedentaria in ufficio a contatto con computer e telefono. Ma altri partecipanti aspettano che i "lenti" recuperano le forze e li sostengono amichevolmente. Giunti in cimna al monte, il gruppo si accampa tra le rocce e consuma i past del pic nic. In conclusione, una meditazione collettiva sul valore del rapporto uomo-natura. 










2010
Il primo convegno sul Tecnostress, eventi benessere, formazione. Netdipendenza Onlus organizza a Roma, presso il Palazzo dell'informazione, il primo convegno su "Stress lavoro correlato e tecnostress". Il convegno ha registrato una presenza di oltre 100 operatori della sicurezza, tra cui molti dirigenti e imprenditori, e una platea di relatori autorevoli che hanno fornito importanti risposte alle numerose domande emerse durante il dibattito, che si è tenuto giovedì 13 maggio 2010 presso la sala convegni del Palazzo dell'Informazione Adnkronos di piazza Mastai, a Roma.
All’inizio dei lavori Enzo Di Frenna, presidente di Netdipendenza Onlus, ha sottolineato che il tecnostress in azienda e nelle pubbliche amministrazioni è un problema sempre più diffuso, ed è importante creare un processo di formazione per le aziende per conoscere la patologia e prevenirne gli effetti. Il legislatore con l’approvazione del Testo Unico 81 del 2008 e il D.lgs 106 del 2009, ha voluto inserire lo stress tra i rischi da valutare e prevenire in azienda. Le aziende sono dunque tenute ad effettuare una valutazione dello 'stress lavoro correlato', attraverso questionari e la redazione di un Dvr (Documento valutazione rischi). Il datore di lavoro deve inoltre analizzare la propria organizzazione del lavoro, coinvolgendo i propri dipendenti se necessario, al fine di rimuovere le possibili cause che determinano l’insorgere di situazioni stressanti.
L’intervento della Macciocu ha introdotto il tema del “Tecnostress in azienda”, illustrando l’origine della patologia psicosomatica, le ricerche che si sono susseguite negli ultimi 25 anni e l’avoluzione moderna.
«Il problema dello stress  - ha sottolineato Angela Goggiamani, dirigente medico dell'Istituto Nazionale  per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL) - vede l'Inail particolarmente impegnato, in quanto l'Istituto ha esperienza sia relativamente all'inquadramento dello stress acuto, sia dello stress da lavoro. L'Istituto opera con i datori di lavoro e i lavoratori per costruire una cultura della sicurezza e una tutela delle condizioni di salute».
A chiusura l’intervento di Lorenzo Fantini, dirigente del Ministero del Lavoro, che ha fornito molte risposte riguardo alla scadenza ai cui sono chiamati le aziende e i datori di lavoro: «Il Testo Unico 81 è una legge realizzata in sei mesi di lavoro: c’è ancora molto lavoro da fare, poichè la sicurezza non si fa solo con le normative, ma con un impegno formativo e informativo a tutto campo. Una speciale Commissione del ministero del Lavoro ha elaborato le linee guida per la valutazione dello stress lavoro correlato: in un documento di appena quattro pagine abbiamo sintetizzato tutte le informazioni principali di cui bisogna tener conto. Inoltre il tecnostress è sicuramente un tema di grande attualità e sarà oggetto di approfondimento nei possimi anni.».
In quella occasione Fantini ha annunciato anche l'impegno del Ministero a includere il tecnostress tra i temi della Commissione permanennet sullo Stress lavoro correlato (di cui è presidente), presso il Ministero del Lavoro. "Il tecnostress è un nuovo rischio per la salute dei lavoratori moderni e il Ministero del Lavoro si impegnerà per inserire tale problematica nelle linee guida dello” Stress lavoro correlato”, di cui all’articolo 28 del Testo Unico 81 del 2008. La Commissione che sta seguendo i lavori, di cui sono presidente, valuterà con l’aiuto di esperti e tecnici in che modo il tecnostress incide sulla salute del lavoratore e predisporrà eventuali indicazioni per ridurre e prevenire tale rischio nelle aziende moderne, che certamente fanno un uso prolungato di nuove tecnologie. Il problema ha già interessato i lavoratori dei call center, sui quali la Procura di Torino ha emesso una sentenza che definisce il tecnostress una nuova malattia professionale".









•  Evento NoTecnostress Day's: Netdipendenza Onlus organizza la 3° edizione di "NoTecnostress Das'y, giornate senza tecnostress vissute all'insegna del beenssere. Iniziative in tutta Italia, in collaborazione con  associazioni olistiche. 

2011
• Eventi benessere e formazione. Netdipendenza Onlus organizza la 4° edizione di NOTecnostress Day's, con eventi e attività benessere in tutta Italia. In particolare, viene proposta la prima vacanza ai Caraibi per tecnostressati. 

2012
• Corso di formazione "Fire Walking e prevenzione tecnostress", eventi benessere. Netdipendenza Onlus organizza a Bracciano (Roma) il primo corso di formazione di prevenzione tecnostress con il metodo del Fire Walking (camminata sulle braci ardenti, in collaborazione con la formatrice manageriale Serenella Ballore. L'evento è ripreso dai principali mass media nazionali e segnalato dal TG 1 (edizione serale). 



2013
Ricerca su "Tecnostress e sicurezza sul lavoro" eventi benessere, formazione. Netdipendenza Onlus opromuove la nuova ricerca "Tecnostress e sicurezz ausl lavoro", in collaborazione con l'Associazione Italiana Formatori Sicurezza sul Lavoro (AIFOS). Quanti sono i lavoratori digitali in Italia? Quanti useranno nei prossimi anni le nuove tecnologie mobili? Come sta cambiando l’organizzazione del lavoro? Quanto aumenterà il rischio tecnostress in azienda? A queste domande abbiamo cercato di rispondere con la nuova ricerca “Tecnostress e lavoro digitale in Italia”. Nel periodo 2014 ogni lavoratore italiano IT utilizzerà tre dispositivi mobili, secondo una ricerca di Cisco System. Ma nel periodo 2014-2018 l’uso delle reti e sistemi informatici di connessione e trasmissione dati registrerà un aumento straordinario. Nel 2017, secondo le stime dell'Onu, gli abitanti della Terra saranno 7,6 miliardi e, in quell'anno vi saranno più connessioni a internet che individui. 
Nella nuova ricerca ci siamo rivolti ai formatori per la sicurezza sul lavoro. Sono gli operatori che ogni giorno sono a contatto con i lavoratori e quindi, meglio di chiunque altro, hanno consapevolezza del nuovo rischio tecnostress lavoro correlato. Allo sttesso tempo, abbiamo cercato di quantificare il numero dei lavoratori digitali in Italia: sono individui che usano moltissimo le nuove tecnologie e quindi sono i più esposti al rischio tecnostress. 
Netdipendenza Onlus ha quindi condotto una sondaggio in collaborazione con l’Associazione Nazionale Formatori Sicurezza sul Lavoro (AiFOS). Si tratta della più importante associazione di categoria, che opera sul territorio nazionale con riconosciuta professionalità. Sono stati interpellati 2 mila formatori. Hanno risposto al sondaggio sul tecnostress 520 formatori, un campione dunque rappresentativo. Le risposte fanno emergere un allarme importante: il tecnostress è un rischio urgente nelle aziende moderne. 
La ricerca conferma la necessità di inserire il tecnostress tra le nuove malattie professionali e integrare la sua valutazione all’interno della Documento Valutazione Rischio Stress lavoro correlato (DVR Stress), previsto dal Testo Unico 81 del 2008. La Commissione permanente sullo Stress del Ministero del Lavoro - ci auguriamo - dovrebbe raccogliere l’allarme lanciato dai formatori per la sicurezza sul lavoro, elaborando un documento che individua nel tecnostress un elemento nuovo da valutare all’interno delle aziende, soprattutto quelle che operano nel settore delll’information and communication technology e delle telecomunicazioni.